LEZIONI DI STILE PARTE 1. Perchè non possiamo non dirci alla moda.

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Per la mia laurea mi sono stati regalati alcuni libri che hanno come tema la moda dato che non ho nessuna formazione in questo campo, se non il mio gusto.
Vorrei dunque fare partecipi i miei lettori di alcuni stralci di questi libri, che secondo me possono essere davvero utili o quantomeno da tenere in considerazione.
Un interessantissimo articolo tratto dal libro “Moda” di Antonio Mancinelli, parla in modo approfondito del concetto “essere alla moda” e chiarisce “il perchè non possiamo non dirci alla moda“.
L’essere alla moda abita proprio lì: all’intersezione tra rifiuto e desiderio, tra superficialità e profondità, tra frivolezza e serietà, tra essere considerata una missione ed essere accusata di costituire il prodotto di un bieco capitalismo che impone a tutti un cambiamento coatto. Non a caso quando si parla di moda, lo si fa con i toni gravi e noiosi del saggio accademico oppure con lo schiumevole gergo di una non notizia trasmessa frivolamente.
L’essere alla moda, che lo si giudichi più o meno una cosa positiva, deriva da un desiderio individuale di essere all’altezza di ciò che è apprezzato e desiderato, in quel preciso momento, come bello e giusto, di poter esprimere i nuovi gusti che emergono da un mondo in continuo mutamento.
La moda si trova sullo spartiacqua tra passato e futuro e ci dà, finche è fiorente, un senso del presente così forte da superare in questo ogni altro fenomeno. Così scriveva il filosofo George Simmel giusto un secocolo fa: “Essere alla moda, o rifiutare di esserlo è una delle cose che ci fa sentire vivi
(….)
Ricerca personale e, in un certo senso, gioco come libertà di scegliere, di assemblare, esplorazione di identità e crescita individuale: ecco la moda!
Chi è che firma davvero quello che s’indossa, non sulle passerelle, non in formato bidimensionale sulle pagine patinate delle riviste, non sui bozzetti degli stilisti astratti e bellissimi ma totalmente lontani dalla fisicità di una donna o di un uomo reali?
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Tutti siamo produttori di mode: sia chi detta le fogge, sia le élite economiche o intellettuali cui sono dirette le creazioni dei grandi stilisti, sia chi v’ispira senza poterle comprare, sia chi subisce le tendenze, sia chi le reinterpreta.
Delle persone realmente “alla moda“, coloro che la usano per aderire a se stessi e non a un manifesto o a una pubblicità di un marchio, noi ricorderemo sempre la vicinanza come un qualcosa di stimolante, vanificante e avremo avuto, per il momento la sensazione si dentirci come loro. E forse anche l’illusione di specchiarci in loro.

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(…)

La bellezza che la moda promette è un’invenzione umana. Di più: è una promessa. Di bellezza, di positività, di buoni auspici. Ovvio che questa promessa non sarà mai mantenuta: altrimenti come farebbero i disegnatori di abiti e accessori ad andare avanti, construnedo un’industria che ancora oggi ci tiene a galla nell’economia mandiale, visto che è la seconda voce in attivo, dopo il turismo, nella traballante economia italiana?
(….)
Essere alla moda, lo abbiamo visto, implica sentirsi alla moda: rafforza l’autostima, esalta il nostro stato d’animo, può arrivare addirittura a mascherare la nostra interiorità: ma solo se lo decidiamo noi.

Anche perchè un modo per essere alla moda e farsi idealmente quattro risate alle sue spalle, c’è! Eccome! Ed è quello di costruirsi un proprio stile, che come vedremo è parecchio differente dalla moda. E lo vedremo nelle prossime puntate!

COSA VE NE PARE DI QUESTA RUBRICA?
VI PIACEREBE SE DIVENTASSE UN APPUNTAMENTO FISSO?

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4 thoughts on “LEZIONI DI STILE PARTE 1. Perchè non possiamo non dirci alla moda.

  1. Ciao Irene giusto oggi ho scritto un post sulla valigia perfetta ispirandomi ad un capitolo diquel libro. Antoni Mancinelli è stato mio professore al master: è un uomo di un gusto, una classe e un'ironia senza eguali

  2. molto interessante. la mia tesi era sull'idetità comunicata attraverso l'abito e devo dire che nello scriverla ho letto e trovato un sacco di cose curiosissime circa il rapporto tra noi e i vestiti!un bacione e buona pasqua, iole

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