Pomikaki: 70 euro and you have an IT bag

Buondì ragazze! Martedì pomeriggio sono stata ospite di Pomikaki, presso la boutique Raspini di Firenze. Vi avevo accennato già di Pomikaki sul mio blog e su Facebook: una misteriosa linea di borse che sarebbe stata svelata, appunto, martedì pomeriggio! Ed ecco qui di cosa si tratta: non sono strepitose? Liste di attesa interminabili hanno già mietuto vittime tra le fashioniste di tutto il globo. Adesso, per l’Italia, arriva Pomikaki ed approderà in numerosissime boutique dislocate in tutto lo stivale! La particolarità di queste borse? Il motto“Non credere alle apparenze” spiega tutto. Queste spiritose borse  riproducono in stampa trompe l’oeil le più celebri it bag da migliaia di euro: un modo assolutamente simpatico per giocare con la  moda e anche sdrammatizzarla. Dopo il modello d’ eccellenza riprodotto in questa prima collezione che vedete in queste foto, si parla già di altre fantastiche IT bag ed edizioni limitatissime per il prossimo inverno! Il prezzo di queste borse? 70 euro! Pronte ad un nuovo tormentone? Io ho già scelto la mia! Vi garantisco che non è stato facile in mezzo a tutti questi colori. Dopo una lunga indecisione tra arancione e giallo, ho optato per quest’ultima e mi è stata numerata a mano (come avverrà per tutte le borse della collezione che saranno vendute). Che onore avere  la prima borsa venduta in Italia! Che ne dite? Vi piace? Fatemi sapere che cosa ne pensate! Un abbraccio!
 Good morning girls! Tuesday afternoon I have been guest of Pomikaki, at Raspini boutique (Florence) to discover the new Pomikaki bag: a mysterious collection of bag that has been revealed on tuesday! And here what I’m talking about! I think they are amazing! They have been bought all around the world and now, with the name of Pomikaki, they are arrived also in Italy! They are cotton bags with the stamp of it bags. They are already talking about other important brands for f\w 2012 2013! :) The price will be 70 euros! I have already bought mine and I finally choose the yellow one. Like every bag that will be sold, it has been signed and enumerated by Pomikaki: I have the first one, such an honour! What do you think? Do you like them? Let me know what do you think! A big hug!

Ps. Questione Banana Taipei – Pomikaki. Domanda lecita, anche io ho chiesto subito appena le ho viste :) Tranquille, Pomikaki non ha copiato Banana taipei, semplicemente vendono in zone diverse! In Italia l’originale è quella di Pomikaki ed è stata appena lanciata sul mercato italiano. Ecco perchè ogni borsa viene numerata e venduta con il foulard e stampata con un piccolissimo marchio di riconoscimento, il suo logo su un bordo della borsa stampata a trompe l’oeil. Questo proprio per evitare le imitazioni :)

 

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77 thoughts on “Pomikaki: 70 euro and you have an IT bag

  1. E' quello che ho chiesto anche io appena le ho viste. No, non sono copiate. Banana taipei vende in altre zone mentre Pomikaki le vende in Italia: solo Pomikaki sarà l'originale in Italia. Ecco perchè ogni borsa viene numerata e venduta con il foulard :)

  2. ire queste borse mi lasciano allibita…sono identiche a quelle proposte dal marchio banana taipei, basta che cerchi qualche immagine su google…esistono già da tempo, quindi nessuna trovata "originale", mi dispiace! poi se ci sono delle differenze fammelo pure notare senza problemi! pensa che io volevo andare a comprarne una proprio in questi giorni (di quelle di banana però) … ;)

  3. ah, ok, hai risposto alle ragazze sopra proprio mentre io inserivo il mio commento chiedendo le stesse cose ;) però le borse di banana taipei le vendono anche in italia, perché io le ho trovate in un negozio a roma…significa che non sono originali?

  4. che carineeee!! e il vestitino vintage è ancora più bello indossato!! chissà se un giorno riusciremo a incontrarci in quel di sesto fiorentino :)un abbraccio, Carla

  5. Un anno fa ho parlato di un altro brand americano "Thursday Friday" che realizza lo stesso modello di borse, tra l'altro con tanti disegni diversi, questo per dire che non c'è chi copia chi, è semplicemente un tipo di borsa molto diffusa… Non so dire chi le abbia inventate per primo, ma non credo che si possa parlare di vero "plagio", semplicemente di un'idea vincente che è stata adottata da molti…

  6. No, vabbè, "vengono vendute con il marchio di riconoscimento per evitare le imitazioni" è il massimo.. evitare le imitazioni di una borsa che è essa stessa un'imitazione!!Ma poi, sinceramente, chi spenderebbe 70 euro per una borsa di tela e pure brutta?

  7. non mi fa impazzire ma con i tuoi look riesci a farmi cambiare idea su molte cose…aspetto di vedere cosa crei=)xoxoxhttp://onemoreaddictioninmyworld.blogspot.com/http://onemoreaddictioninmyworld.blogspot.com/

  8. Purtroppo non e' tanto il prodotto, quanto la sigla P.R.C. che non mi convince molto :-/ Perdonatemi ma sono un po' scoraggiata dalla politica dei mercati aperti perche' sono certa che in Cina si produca (quasi sicuramente) in qualita', ma a dei costi nettamente inferiori che in altre parti d'Europa. Insomma penso che l'andazzo sia quello di raschiare il fondo, sfruttando i bassi costi dell'Oriente ma mantenendo prezzi da manodopera europea. L'obiettivo e' implicito.

  9. ma io conosco un negozio nella mia città dove ci sono quelle di Banane già da parecchi mesi.. e se ci sono qui ci saranno anche in altri negozi.. difficile definire l' originale!

  10. Irene scusa, ma la tua spiegazione non ha una logica! Tu dici che siccome Banane non vende in Italia e Pomikaki è stato il prima vendere in Italia questo tipo di borse, allora in Italia l'originale è Pomikaki! Ti rendi conto che non ha senso? Significa che, se per esempio in Italia non vendessero gli Ugg, però h&m li proponesse copiati, allora in Italia gli originali sarebbero quelli di h&m. Capisci che tu stai dicendo che il parametro per dire "è originale, non è copiata" è quello "chi per primo ha venduto in Italia"?! Così, se un tizio inventa un oggetto, lo vende ovunque, ma non in Italia, un giorno mi sveglio io, glielo copio, lo immetto nel mercato italiano, allora il mio oggetto è originale! E tu saresti una che si occupa di moda?? Non so se hanno fregato te (e allora pensa all'opzione di darti una svegliata e cambiare mestiere) oppure se tu voglia fregare qualche tua lettrice poco furba, solo per far pubblicità al marchio. Qualunque sia delle due, è semplicemente vergognoso, perchè nel primo caso denota conoscenza zero dei meccanismi della moda, nel secondo malafede.

  11. sinceramentre sono rimasta delusa, perchè sono già viste, insomma Banana Taipei le propone da tempo, e le si trova anche in Italia, la spiegazione che ti hanno dato, per me, non ha molto senso :(

  12. Mi spiace Irene, ma concordo con le altre… sei diventata una blogger che per la marchetta sacrifica l'onestà. Il tuo blog ha perso la genuinità, come tutti i più famosi. Il bello di non essere una fashion blogger per professione è poter dire la propria, anche a costo di perdere una collaborazione.

  13. made in Prc leggo sull'etichetta, ovvero REPUBBLICA POPOLARE CINESE. UFFFF che palline! ma nessuno produce più in Italia??? e costa pure 70 euro??? un pò cara per una cosa fatta in cina…Anita

  14. Ciao Irene! Quando pubblichi post di outfit ti critico spesso:P Ma adoro la tua rubrica su Bigodino e ancor di più chicche come quella che hai postato oggi!Sapresti dirmi in quali negozi di Milano e Venezia posso trovare queste borse????? Muoio dalla voglia di averne una, le preferisco alle IT bag originali, le trovo più ironiche e il prezzo è decisamente più alla mia portata;))

  15. Neanche io trovo alcun senso nella tua spiegazione. Questo tipo di borsa l'ho sicuramente vista già a Bologna un annetto fa, sinceramente non so che marca fosse, ma Pomikaki non ha certamente l'esclusiva della vendita in Italia, visto che sono borse viste e straviste già da tempo… direi che i potenziali clienti (noi, che dovremmo comprare queste borse dopo averle viste sul tuo blog) non siamo propriamente felici di ricevere una spiegazione che non ha molto senso, quindi sicuramente non siamo spinti a comprarle (che poi vabbè, sono borse bruttine, ma questo è un altro discorso).Ang

  16. Lo sai che in Cina sfruttano gli operai sottopagandoli e facendoli lavorare per ore? Hai mai sentito parlare dei laogai, lager cinesi dove gli oppositori politici vengono fatti lavorare in condizioni disumane gratis per produrre quelle plasticazze che tu pubblicizzi????

  17. Ciao ragazze!!!Scusate se mi sono fatta viva solo adesso ma ho ripreso in mano un qualsiasi tipo di tecnologia solo in questo momento :DPer le borse Pomikaki, discorso originalità o meno, purtroppo non so dirvi più di quello che mi è stato raccontato durante la presentazione.Ho scritto un email a Pomikaki per invitarli a risponderci qui sul blog e farci dare un po' di informazioni. Per esempio non avevo capito che Banana è distributore anche per l'Italia!Inoltre niente marchetta, niente testimonial, non sono mie borse (come qualcuno mi ha scritto) mi sono limitata ad ascoltare, fotografare e riportavi ciò che ho visto, cioè una cosa secondo me molto carina. Avevo già scoperto infatti le Banana come scritto tempo fa, è stato uno dei miei primi articoli per Bigodino.it ed è per questo che ho deciso di parlarne, perchè finalmente disponibili anche in distribuzione in Italia! Per chi mi ha chiesto informazioni su Pomikaki:LORENA B: le borse saranno in vendita da febbraio e penso che sul sito di Pomikaki, appena online, troverai tutte le boutique nelle quali saranno vendute. Ma se Pomikaki ci legge può dirlo anche lui :)Intanto vi abbraccio ad una ad una! Buona serata!

  18. Ciao Irene, ti seguo spesso e ti ammiro, avendoti votata anche su Chicismo. Mi piaci molto come blogger. MA onestamente, in questo post hai un pò toppato. Queste borse, quelle banana per la precisione, sono presenti già da un anno a Capri da Russo, in bella vendita. LE avevo notate proprio perchè mi piacevano un sacco, e continuano a piacermi,ma quelle lì. Onestamente queste sono proprio un'imitazione sputata delle banana… e non ne capisco il motico onestamente. Ad ogni modo, se non ti hanno informata loro, o se hai ascoltato quello che ti hanno detto in maniera passiva, magari informa loro tu di queste informazioni "nuove" a questo punto,visto che le ignorano………. ma come vedi, le ignorano solo loro!Un saluto Valentina

  19. VALE, staff piusc: io la penso come te dato che non sapevo l'esistenza già sul mercato italiano di queste borse! Stiamo a vedere cosa ci rispondono da Pomikaki! Un abbraccio!ANONIMO: ho gà risposto, sì, ho ascoltato e riportato e adesso, alla luce di quello che giustamente mi avete detto voi, aspetto delle info piu precise da Pomikaki qui! Ti abbraccio

  20. Prima di tutto vorremmo ringraziare Irene per la partecipazione alla nostra presentazione e per l'entusiasmo dimostrato, poi vorremmo intervenire in merito a tutti i post inviati ad Irene circa la questione Pomikaki / Banane Taipei. Prima di tutto è bene precisare che non ci siamo mai “vantati” di aver inventato qualcosa di nuovo: le borse in cotone stampate esistono già da moltissimi anni, in tutte le salse ed in tutte le forme. Nessuno quindi sta millantando onori che sicuramente non gli spettano (ne tantomeno spettano a Banane). Nel mondo ci sono attualmente diversi brand che distribuiscono shopper stampate con immagini di altre borse (qualcuno ha citato appunto anche Thursday Friday) quindi, di nuovo, Pomikaki non ha inventato nulla. Abbiamo semplicemente deciso di utilizzare la nostra esperienza nella produzione di borse ed accessori (facciamo questo lavoro da ben 20 anni) ed il nostro gusto per realizzare e distribuire una collezione di borse divertenti e sfiziose, che giochino ironicamente con la moda senza però nascondersi dietro qualche “falso”. Perché “i primi in Italia”? semplicemente perché gli altri brand non hanno distributori ufficiali ne in Italia e nemmeno in Europa: chi vende questa stessa tipologia di borse le ha acquistate via internet, importate e rivendute (ad un prezzo molto più impegnativo rispetto le Pomikaki).E’ d’obbligo oltretutto sottolineare anche la diversa qualità dei prodotti attualmente in vendita. La borsa può piacere o non piacere, resta comunque una shopper in cotone di alta qualità, rifinita nei minimi dettagli, impreziosita da stampe digitali altamente tecnologiche ed arricchita da particolari, come il foularino, che mirano a darle una precisa personalità.La collezione che sta per uscire è solo la prima e abbiamo già terminato anche la seconda (F/W 2012-2013) dove abbiamo aggiunto altri modelli ed altri prodotti, e non intendiamo fermarci qui! Tutto questo per farvi capire che non stiamo inseguendo la scia di qualcun altro, stiamo costruendo un marchio sulla base di una filosofia e di un principio in cui crediamo molto.Ci dispiace che Irene sia stata coinvolta in una disputa che lascia un po’ il tempo che trova (ma quanti commenti “anonimi”!) e che sembra avere come obiettivo il denigrare un marchio a favore di una altro piuttosto che guardare alla concretezza dei fatti: vi invitiamo dunque ad andare davvero oltre le apparenze, potreste scoprire che c’è qualcosa di più! Ognuno è sicuramente libero di esprimere la propria opinione ma giudicare il gusto e le opinioni degli altri senza sapere e senza avere neanche avuto modo di toccare ciò che viene messo in discussione sembra più un segnale di invidia che di libera espressione. P.S. comprendiamo le incertezze di chi non “ama” molto i prodotti Made in P.R.C. anche se abbiamo difficoltà a credere che si decida di non acquistare qualcosa perché è stato realizzato in Cina, sarebbe impossibile visto che quasi la maggior parte di ciò che ci circonda è prodotto in oriente (anche quando c’è una “grande firma”). La tecnologia utilizzata per la realizzazione delle borse Pomikaki è assolutamente all’avanguardia e la realtà produttiva è ben lontana dal luogo comune della fabbrica/lager dove gli operai vengono fatti lavorare in condizioni disumane! Magari anche in questo caso bisognerebbe andare oltre, non fare di tutta l’erba un fascio e non sbandierare una conoscenza “per sentito dire”: ci potrebbe essere qualcuno che in Cina ci è stato, che ha visitato diversi fornitori e che potrebbe dare una testimonianza diversa della realtà! Emile Du Chatelet diceva: “le donne sciocche seguono la moda, le pretenziose l’esagerano, ma le donne di buon gusto vengono a patti con essa” ☺

  21. @pomikaki:la vostra risposta è degna di un buonissimo ufficio stampa, ma nonostante la competenza dimostrata nella comunicazione, esistono comunque persone abbastanza intelligenti e informate da poter smontare ogni vostra difesa.Prima di tutto, il problema non è l'imitazione di una generica "shopper in cotone", nè tanto meno di una altrettanto generica shopper che riprende con ironia una it bag, bensì la palese imitazione di una shopper in cotone che riproduce la Birkin. Mi sono ben documentata e il primo marchio a proporre la shopper che ironizza sulla Birkin è stata proprio Banana e voi l'avete palesemente imitata. Questo è pacifico, poichè è un dato naturalistico come si dice in diritto e nessun discorso, se pur ben articolato, può smentire un dato oggettivo. Nessuno vuole contestare voi come marchio, perchè l'imitazione, nell'ambito commerciale, è purtroppo una pratica seguita da tanti marchi, più e meno conosciuti di voi, ma il fatto che una fashion blogger abbia proposto un marchio che ne imita un altro, proponendolo come originale. Se vi avesse proposto come alternativa economica alle borse di Banana, sarebbe già stato un altro discorso.Per quanto riguarda la Cina, ebbene sì, esistono i laogai (vi consiglio la lettura di Henry Wu) e, nel caso in cui un marchio scelga di non avvalersi di questi lager, si avvale comunque di strutture residenti in Cina, dove lavorano operai cinesi alle condizioni che la legge cinese detta. Come ben sappiamo, la legge cinese non prevede le tutele sindacali presenti nelle democrazie, bensì infinite ore di lavoro e assoluta mancanza di rispetto per la salute e le condizioni dei lavoratori. Quindi, chi produce in Cina, sfrutta i lavoratori: questo è un dato di fatto e di nuovo, nessun bel discorso può cancellarlo o smontarlo. Se vogliamo divertirci a usare la dialettica, però, posso benissimo domandarvi: perchè produrre in Cina e non in Giappone, per esempio? La risposta è ovvia: perchè vi costerebbe molto molto di più, in termini di stipendi, di attenzione alle norme che tutelano i luoghi di lavoro e la manodopera. Purtroppo per voi, conosco benissimo la realtà legislativa cinese e il modus operandi per le aziende e, purtroppo per voi, esistono anche persone dotate di un'etica e di una cultura abbastanza solide da boicottare nei limiti del possibile il made in China, perchè la tutela degli esseri umani ha più valore di una borsa, per giunta, di una borsa taroccata come la vostra.

  22. @Pomikaki: Questa disputa mi dispiace non lascia il tempo che trova, ne sono la dimostrazione i commenti arrivati, segnale che forse chi ha toppato siete voi.Noi non stiamo qui a denigrare un marchio rispetto ad un altro, questo vittimismo proprio non ci sta, semplicemente avendo in comune la passione per la moda siamo abbastanza informate, non e' che Irene ci ha aperto un mondo! Poi cosa c'entra il discorso della qualita'? Non abbiamo avuto modo di toccare il vostro prodotto, ma penso che, quando avete invitato Irene per la presentazione, questo non era di sicuro il vostro obiettivo. Per quanto riguarda l'invidia…invidia di cosa? Chi segue i blog, non sono solo ragazzine/studentesse, ma anche persone piu' adulte, magari con disponibilita' economica superiore che possono permettersi borse ben piu' costose e soprattutto originali. Concludo appoggiando il discorso di Caterina riguardo al fatto che se vi foste posti come alternativa sarebbe stato tutto diverso..Forse dovreste chiedere scusa voi ad Irene per come le avete venduto la cosa…

  23. Sembrano avere molto successo anche le V73, quasi uguali a Banane e Pomikaki, mi sembra uno scpiazzamento generale, non sono male, trovo più carine e oneste certe borse di Carpisa

  24. Scusate nessuno ha detto che le v73 costano 175 euro, non credo abbiano un cotone così diverso da dovere costare quasi il triplo delle pomikaki.Come mai nessuno dice nulla sul prezzo di queste pseudo banana, pseudo pomikaki, della signora Armellin?

  25. ho letto solo ora la discussione e ti posso assicurare che metti a confronto realmente le v73 con le pomikaki o le banana non avrai bisogno di nessun'altra spiegazione !! costeranno di più ma non c'è paragone !! nell v73 si parla di canvas molto spesso che non ha niente a che fare con la tela,poi trovi ciondoli ben rifiniti diverse tasche interne la mantellina per la pioggia e una stampa favolosa! fai un giro in qualche negozio e guardale bene le v73 secondo me cambierai idea!!!! ciao

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